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Attenzione alla cocciniglia dai filamenti cotonosi

Un nuovo insetto esotico minaccia la vegetazione locale e le piante ornamentali da giardino.

Insetti e piante esotiche invasive si stanno diffondendo rapidamente in Ticino e nei Grigioni, causando danni in particolare alle costruzioni, alle strade, all’agricoltura e alle foreste. Alcune specie invasive molto problematiche provocano anche perdite di valore dei terreni edificabili.

 

Nel nostro Cantone queste specie arrivano soprattutto con il commercio internazionale su lunga distanza, ma anche con il trasporto transfrontaliero a breve distanza. L'attività edilizia, in particolare con il trasporto e lo spostamento transfrontaliero di materiale contaminato, può favorire la diffusione e l’insediamento di specie invasive.

 

L’uso improprio di materiale e di suolo contaminato è individuato velocemente, poiché le specie invasive si moltiplicano in fretta. In questo caso, in base al principio di causalità si procede addebitando i costi a chi ha causato la diffusione.

 

Che cos’è la cocciniglia dai filamenti cotonosi?

La cocciniglia dai filamenti cotonosi (Takahashia japonica) è un insetto di origine asiatica. In Ticino è presente solo da un paio d’anni. Nonostante non sia un organismo nocivo né per l’essere umano né per gli animali, un attacco massiccio può rappresentare una minaccia per le piante colpite, in quanto vengono indebolite e rapidamente debilitate.

 

Vista la sua capacità di diffondersi in maniera estremamente rapida, il Servizio fitosanitario cantonale invita a rispettare le seguenti raccomandazioni per contrastare la presenza dell’insetto.

 

Quali piante vengono danneggiate dalla cocciniglia dai filamenti?

La cocciniglia dai filamenti è un organismo di origine asiatica che attacca diverse piante.

 

La polifagia di quest’organismo si estende anche a piante di elevato valore ornamentale, particolarmente diffuse su territorio cantonale, come alcune specie di aceri (Acer sp.) e di liquidambar (in particolare Liquidambar styraciflua), alcune Ulmacee, come l’olmo campestre (Ulmus minor), quello giapponese (Zelkova serrata) e il bagolaro, compresa la specie orientale (Celtis sinesis).

 

Tra le piante ospiti troviamo anche le Betulacee come il carpino (in part. Carpinus betulus), l’ontano (in part. Alnus japonica), le Rosaceeae come il cotogno (Cydonia oblonga) e il ciliegio da fiore (Prunus cerasifera), le Ebenaceae come il cachi (Dyospyros kaki), le Moracee come il Gelso (Morus alba L.) e le Fabacee come l’albizia (Albizia julibrissin), l’albero di Giuda (Cercis siliquastrum), e la sofora (Sophora japonica).

 

In letteratura sono segnalati attacchi anche su noce (Juglans regia), magnolia (in particolare Magnolia obovata), salice (in part. Salix chaenomeloides) e vite giapponese (Parthenocissus tricuspidata).

 

Come ci si deve comportare?

 

Monitoraggio:

fare un controllo accurato delle potenziali piante ospite sopracitate, soprattutto da metà aprile a metà maggio, in cerca dei tipici ovisacchi.

 

Segnalazione:

in caso di ritrovamenti sospetti, contattare il Servizio fitosanitario allegando una foto e indicando il luogo esatto del ritrovamento (servizio.fitosanitario@ti.ch).

 

Come si lotta contro la cocciniglia dai filamenti?

 

Primavera (entro la metà di maggio, schiusa delle uova): eliminare tutti i rami che presentano ovisacchi con una potatura mirata, cercando di mantenere un buon equilibrio della pianta. Dove necessario, rimozione degli ovisacchi tramite spazzolatura utilizzando spazzole morbide (p.es. in plastica).

 

Smaltire il materiale di risulta nei rifiuti solidi urbani RSU (non portare il materiale in un centro di compostaggio!). Favorire la presenza di coccinelle.

 

Inverno: eseguire un trattamento entro metà marzo con olio invernale a base di paraffina sulle piante colpite la primavera precedente.

 

L’olio andrà a ricoprire l’intera superficie della pianta e soffocherà così le eventuali neanidi sopravvissute che svernano nelle anfrattuosità della corteccia.

 

Per rimanere sempre aggiornati seguite il canale Whatsapp: Comune di Losone.

Martedì 28 Aprile 2026Ritorna

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