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Domande e risposte sul Parco Nazionale del Locarnese

Domenica 10 giugno 2018 si vota per l'adesione di Losone al progetto Parco Nazionale del Locarnese. 

Manca poco alla votazione per l’adesione del nostro Comune al progetto di Parco nazionale del Locarnese. Quest’ultima si terrà infatti il 10 giugno e per noi è l’occasione di ritornare sull’argomento cercando di dare un’idea generale del progetto, rimandando al sito ufficiale per approfondire il tema: parconazionale.ch.

 

Che cos’è il Parco?
Il Parco è un progetto promosso da 8 Comuni, tra cui Losone, e 12 Patriziati; i quali hanno visto nella grande naturalità e qualità paesaggistica del loro territorio il potenziale per dare uno slancio allo sviluppo socio-economico qualitativo della regione; uno sviluppo dove uomo e natura convivono traendo beneficio l’uno dall’altra.

 

Qui risiede il carattere innovativo dei Parchi di nuova generazione: la libera evoluzione della natura nelle zone centrali si sposa alla promozione economica della zona periferica in cui gli abitanti vivono e lavorano.

 

Cosa comporta la votazione?
Il prossimo 10 giugno la popolazione del territorio interessato, voterà per l’adesione del proprio Comune al Parco nazionale del Locarnese che, in caso di voto  positivo, prenderà ufficialmente vita e sarà quindi operativo per il primo periodo di gestione della durata di 10 anni. Il contratto del Parco è infatti a tempo determinato, significa che per riconfermare l’adesione al progetto la popolazione voterà alla fine di ogni periodo di gestione, ovvero ogni 10 anni.

 

Chi finanzia il Parco?
Nei 10 anni di gestione, il Parco disporrà di 5,2 milioni l’anno garantiti da Confederazione (60%), Cantone (23%), enti, sponsor e realtà private (14%) e Comuni (3%, pari a circa 10 franchi ad abitante annui).

 

Chi gestirà il Parco?
Se istituito, il Parco sarà gestito da una associazione composta dai rappresentanti degli 8 Comuni, dei 12 Patriziati del comprensorio e di un delegato dell’Ente Regionale di Sviluppo e di uno dell’Organizzazione turistica regionale. Losone sarà presente con un rappresentante per il Comune e uno per il Patriziato.

 

Perché il Parco? La parola al Presidente del Governo Claudio Zali
“Il Parco Nazionale del Locarnese è un progetto coerente con gli obiettivi di politica regionale, nonché di rilancio economico e turistico per l’intero Cantone Ticino. Con il Parco la regione promotrice ha la possibilità di puntare ad uno sviluppo sostenibile del territorio coinvolto, ricorrendo alla natura e al paesaggio, unici ed intatti”.

 

Cosa porta il Parco a Losone?
Risorse, sinergie, visibilità. Al di là del finanziamento diretto o indiretto a progetti, tramite il reperimento di altri canali di finanziamento, la forza del Parco sta proprio nel riuscire a mettere in relazione le persone, le associazioni, gli abitanti o gli enti pubblici e privati che operano sul territorio per realizzare iniziative e idee utili alla comunità e al suo benessere. Un esempio in questo senso è il progetto di valorizzazione paesaggistica e didattica dei boschi di Losone e Ascona lanciato dai rispettivi Patriziati in collaborazione con i Comuni, la Scuola nel Bosco di Arcegno e il Parco.

 

Il Patriziato di Losone e il Parco

“Il sentiero educativo del Bosco di Maia ha più di vent’anni e l’idea di rinnovarlo non è nuova. Con il Parco disponiamo però di un nuovo strumento per valorizzare quest’area; uno strumento che ha permesso di mettere insieme le forze e di lavorare in modo coordinato tra Patriziati, Comuni e Scuola nel Bosco”, spiega il Presidente del Patriziato di Losone Carlo Ambrosini che aggiunge “Non bisogna poi dimenticare che se il Parco dovesse essere approvato dalla popolazione, il nostro Patriziato beneficerebbe in più di un aspetto pecuniario per la remunerazione della zona centrale sulla Collina di Maia. Quest’ultima già oggi è una Riserva forestale e vi sono in vigore delle restrizioni, ma non ci viene in alcun modo riconosciuta”.

 

Dello stesso avviso la presidente del Patriziato di Ascona, Rachele Allidi: “L’obiettivo è mettere in evidenza la ricchezza naturalistica, storico-archeologica e culturale di questo territorio in chiave didattica e ricreativa, con un’informativa mirata e condivisa tra tutti gli enti e gli attori che ora se ne occupano in maniera frammentata. In questo contesto il Parco rappresenta senz’altro una piattaforma ideale, capace di unire ed esaltare meglio i valori del territorio. Il tutto grazie ad un brand nazionale di prestigio e di richiamo. È anche un bell’esempio di come promuovere strategie e visioni comuni al di là dei confini territoriali e degli interessi locali”.

 

La Scuola nel Bosco di Arcegno e il Parco

La stessa Scuola nel Bosco da anni ha stretto con il Parco una fruttuosa collaborazione di cui abbiamo avuto più di un assaggio in eventi organizzati sul territorio “Negli ultimi anni, grazie al prezioso sostegno del Progetto di Parco Nazionale del Locarnese, oltre a migliorare l’accoglienza e la fruibilità dell’aula didattica, abbiamo sviluppato nuove attività tra cui il percorso sui “4 elementi”, per risvegliare l’interesse ad avventurarsi con curiosità tra i boschi, gli stagni e le rocce montonate che fanno di Arcegno un ambiente più unico che raro”, racconta infatti la responsabile Cinzia Pradella.

 

“A beneficiarne sono state numerose scuole, ma non solo: grazie alle attività gratuite del sabato pomeriggio e alla possibilità di affittare l’aula per corsi nella natura, stiamo registrando con grande piacere anche un aumento di gruppi, famiglie e singoli visitatori. È inoltre in fase di ripristino il sentiero didattico che ci collega a Losone, lungo il quale verranno poste informazioni naturalistiche per chiunque voglia riscoprire passeggiando le meraviglie della nostra regione. Vi aspettiamo, indipendentemente dall’età, il bosco parla al cuore di tutti.”

 

La Caserma di Losone, Casa e porta urbana del Parco
Sebbene tutto sia ancora da definire, le basi sono già state gettate perché gli spazi dell’Ex Caserma possano ospitare la Casa del Parco, questo nell’ottica di Losone come porta urbana di accesso al territorio. Sarà un luogo dove le persone potranno trovare sia le informazioni su quanto offre la regione, sia esposizioni a tema e attività socio-cultruali per tutte le età. Sempre la Caserma sarà un primo luogo di sosta dal quale partire per iniziare una visita nel Parco; questo in un ottica di promozione della mobilità lenta.

 

In caso di esito positivo della votazione, sono già stati presi accordi per l’avvio (a partire dall’11 giugno 2018) di una riflessione operativa sulla realizzazione di posteggi destinati unicamente ai visitatori del Parco. Grazie agli spazi della Caserma potremo testare e verificare la funzionalità e la modalità di gestione di questa tipologia di aree. Essa fungerà appunto da punto di partenza per andare alla scoperta della nostra regione utilizzando mezzi alternativi come il TaxiAlpino, il bus, l’autopostale, la centovallina o, perché no, la bicicletta e l’e-bike.

 

Foto: copyright Progetto Parco Nazionale del Locarnese

Martedì 5 Giugno 2018Ritorna
Due cavalli nel Parco Nazionale Locarnese
 
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